Castello di Taormina

Castelli di Sicilia

Castello di Monte Tauro

La nostra passeggiata ci porta alla scoperta del Castello Arabo-Normanno di Taormina, noto, anche, come Castello di Monte Tauro, in quanto si appoggia alla rocca omonima. Prima di conoscere il Maniero, però, vogliamo raccontarvi qualche curiosità sul meraviglioso teatro che l’accoglie, la cittadina siciliana più amata e conosciuta al mondo. Dovete sapere che la “perla dello Ionio” stregò personaggi del calibro di Johann Wolfgang von Goethe, Guy Maupassant, André Gide, Truman Capote, per citarne alcuni; d’altronde, come si faceva a resistere, allora, a questa Babele dalle tante lingue e simbolo di dandysmo e come si fa a resisterle, oggi, col suo immutato fascino? Il nome, per esempio, è immaginifico di per sé e, infatti, secondo una leggenda, l’antica Tauromenium sarebbe stata fondata da due principi palestinesi, Taurus e Mena; secondo un’altra, invece, che avvicinerebbe la città siciliana a Creta, da un Minotauro, presente in monete antiche che, aggiungiamo noi, chissà che non fosse l’antico abitatore del Castello che ci apprestiamo a raccontarvi? La posizione del maniero, che lascia senza fiato perché permette di scorgere lo Stretto di Messina,  la vallata del fiume Alcantara, le pendici dell’Etna e, anche, Catania, l’antica Kατάvη, Katàne, lo fece assurgere assieme al Teatro Antico, castrum superius, a castrum inferior, in quanto punto strategico di controllo.

Ripercorrendo, brevemente, la storia di Taormina fu invasa, come tutta la Sicilia, dai Saraceni e liberata dai Normanni. Nel 1134 l’abitato fu sottoposto al monastero di San Salvatore della Placa, presso Francavilla di Sicilia, mentre, durante il dominio di Federico II di Svevia, lo “Stupor Mundi”, fu affidata a un nobile castellano dalle riconosciute qualità intellettuali, politiche e militari, di cui, però, non si conosce il nome. Dopo i restauri e le modifiche alle mura della fortezza nel XV secolo, in epoca Aragonese la castellania venne affidata prima alla famiglia Asmundo e, di seguito, a  Bernardo Orioles, Riccardo Marchese e Federico Spadafora,che ottenne, anche, la carica di governatore. Nel 1435, sotto il regno di Alfonso V d’Aragona, venne nominato capitano Pietro Candiani, seguito, in epoca spagnola, da Girolamo Campolo, Antonio e Giacomo Balsamo che assunse, nel 1547, la carica di vicario generale di Taormina. In questo periodo, per devozione alla Madonna della Rocca, grazie all’Abate Francesco Raineri e al prezioso contributo di Geronimo Venero, arcivescovo di Messina, fu costruita una chiesetta che mantenne la conformazione a grotta della roccia, conosciuta come pietra di Taormina.

Ritornando al Castello, immaginate che per arrivare sarà come vivere un percorso all’insegna dell’incantamento perché, piano piano, immersi nella bellezza, lo raggiungerete. Scendendo nelle descrizioni, per quanto riguarda i muri esterni si sono conservati per un’altezza di oltre quattro metri, quelli interni, invece, quasi del tutti crollati; rimangono una cisterna, per la raccolta dell’acqua piovana, un corridoio sotterraneo, per il deposito di vettovaglie e armi, e una scalinata, con struttura a ventaglio, che portava al mastio. Si narra che, anche oggi, questo Castello sia produttore di prodigi, e, in particolare, di un profumo che si sprigiona misteriosamente. Lasciamo alla vostra immaginazione, o a una futura visita, di scoprirne l’essenza e la natura. Taormina è stata, e sempre sarà, un meraviglioso microcosmo; Guy de Maupassant non per nulla la descrisse come: “Quadro nel quale si ritrova tutto ciò che sembra esistere sulla Terra per sedurre occhi, spirito ed immaginazione”.

Taormina

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Indirizzo: Via Madonna della Rocca, 9, 98039 Taormina ME

Provincia:  Provincia di Messina

TerritorioComune di Taormina

Orari

venerdì09–13:15, 15–19
sabato09–12:15, 15–18:15
domenica09–12:15, 15–18:15
lunedì09–13:15, 15–19
martedì09–13:15, 15–19
mercoledì09–13:15, 15–19
giovedì09–13:15, 15–19

Sitografia

  • www.citymapsicilia.it
  • www.icastelli.it
  • www.gnuni.com
  • www.lasiciliainrete.it
  • www.wikipedia.org
  • www.arcipreturataormina.org

Bibliografia:

(IT) Giovani di giovanni, “Storia ecclesiastica di Taormina”, Volume unico, Palermo, Tipografia Barcellona, 1870.

(IT) Vincenzo Palizzolo Gravina, “Il blasone in Sicilia: ossia, Raccolta araldica” (TXT), Volume unico, Palermo, Visconti & Huber, 1871 – 75.