

Il Consorzio “Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia”
Nato a dicembre del 2022, il Consorzio è il risultato di 3 anni di sperimentazione nella forma di ATS di un gruppo di Comuni siciliani che credono nella forza culturale ed emozionale dei castelli medievali situati nei propri territori.
Una storia, quella dei castelli medievali della Sicilia, che ancora non ha ricevuto l’attenzione che merita e che ancora deve esprimere tutte le sue potenzialità artistiche, economiche, sociali e turistiche.
Sebbene il Medioevo sia un periodo storico celebrato in innumerevoli serie televisive e video games, in realtà nelle aree del sud dell’Europa è spesso considerato un momento “buio” delle civiltà: violento, culturalmente arretrato e con molta povertà diffusa. Ma la storia non dice affatto questo e i nostri Castelli lo dimostrano.
In Sicilia, l’ingresso nell’epoca del Medioevo coincide con l’età bizantina e va cronologicamente collocato tra il 535 d.C. (anno di conquista dell’isola da parte di Belisario), e l’827 d.C. (anno dello sbarco degli arabi a Mazara del Vallo e inizio della loro conquista). A partire dalla metà dell’ VIII secolo, poi, si passa all’Alto Medioevo e, dopo oltre due secoli di dominazione islamica, sopraggiunge la conquista normanna.
Le città siciliane, nel corso del Medioevo, cambiarono notevolmente la loro funzione: da municipi romani diventarono fortezze bizantine, colonie musulmane e basi normanne, continuando però a rivestire il ruolo che avevano sin dal tempo della colonizzazione ellenica, ossia punti focali e centri vitali della civiltà dell’isola.
Da parte di molti studiosi, è acclarata una differenza sostanziale tra i sistemi economici del Nord, Italia ed Europa, e la Sicilia: pur riconoscendo che l’espansione progressiva dell’agricoltura nell’Italia meridionale fu poco innovativa, va sottolineato che, nonostante l’utilizzo di strumenti “arcaici” e la predominanza dell’agricoltura estensiva, come era quella siciliana, si riuscirono a ottenere rendimenti per seme e produzioni per ettaro, spesso molto più elevati di quelli dei paesi dell’Europa o dell’Italia settentrionale. Le conseguenze, per la Sicilia, furono il boom demografico, la rinascita delle città – dipendenti dalle campagne per l’alimentazione – e lo stesso sviluppo commerciale.
Dopo i Normanni, il trono siciliano venne conquistato da Carlo d’Angiò che, tra le altre angherie, spostò la capitale del Regno di Sicilia da Palermo a Napoli e aumentò vertiginosamente l’imposizione delle tasse a tutte le categorie sociali della popolazione siciliana. A causa di questi comportamenti, iniziò a serpeggiare un generale malcontento, e i nobili siciliani, per ribellarsi, cercarono un valido alleato nella Spagna.
Nel 1282, la rivolta ebbe inizio e circa 4000 soldati francesi furono uccisi, mentre l’imperatore Carlo d’Angiò fu bloccato dal re Pietro III d’Aragona, che nel frattempo era sbarcato in Sicilia. La rivolta prese il nome dei celebri “Vespri siciliani”. Essa si concluse nel 1302 con la Pace di Caltabellotta, dopo che l’isola venne affidata alla corona d’Aragona: il dominio spagnolo resse la Sicilia per i successivi 4 secoli.
Questi furono gli eventi e gli oltre 200 castelli siciliani sono testimoni eccellenti delle complesse vicende del Medioevo siciliano ma, soprattutto oggi, sono anche inimitabili emblemi di arte e socialità insieme, motori inesauribili sia di scoperte che di leggende, di promozione territoriale e di capacità coesive.
Attualmente il Consorzio, il cui Presidente è il Sindaco di Castelbuono Mario Cicero, ha come soci i seguenti Comuni: Butera, Castelbuono, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Collesano, Favara, Francofonte, Geraci, Giuliana, Marineo, Montelepre, Piazza Armerina, Salemi, Taormina. Alle Amministrazioni comunali, si aggiungono il Club Alpino Siciliano e la società Centomedia&Lode srl che, rispettivamente, hanno in gestione i Castelli di Monreale e Taormina. Il Consorzio, inoltre, è costantemente impegnato nell’allargamento della rete di castelli nella regione Sicilia.
Il Consorzio “Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia””, che non persegue fini di lucro, opera per promuovere lo sviluppo e la valorizzazione dei Castelli siciliani, insieme ai Comuni ove ricadono i suddetti Castelli, le loro aree rurali e le loro frazioni, al fine di assegnare il massimo valore possibile ai patrimoni architettonici, urbani, culturali, paesaggistici, turistici e sociali.
L’attività del Consorzio si dedica anche al fine di mettere in evidenza il potenziale di relazioni dei complessi monumentali con i contesti territoriali, secondo obiettivi di sviluppo sostenibile e promozione dell’attrattività, sviluppando sinergie con gli Enti Consorziati e le comunità, per la valorizzazione del loro patrimonio culturale.
Il Consorzio si propone di organizzare eventi culturali e di spettacolo che possano coinvolgere l’intera rete dei castelli, con una gestione di sistema che valorizzi maggiormente i territori meno conosciuti o che proponga la promozione di aspetti ed elementi della cultura, ad oggi, meno frequentati.
Il Consorzio “Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia” ha sede a Castelbuono
ed è composto dai seguenti soci:
Comune di Butera
Comune di Castelbuono
Comune di Castronovo di Sicilia
Comune di Cefalà Diana
Comune di Collesano
Comune di Favara
Comune di Francofonte
Comune di Geraci
Comune di Giuliana
Comune di Marineo
Comune di Montelepre
Comune di Salemi
Comune di Taormina
Centomedia&Lode srl
Club Alpino Siciliano
