News

Castelli di Sicilia

  • Leggende sul Castello di Mussomeli

    📖  Le mura del Castello di Mussomeli nascondono macabre leggende. Quella delle “tre donne ca male c’avvenne” ne è un esempio. Si narra che, in un tempo non definito, il proprietario del Castello dovesse partire per la guerra e, temendo che qualcuno potesse avvicinarsi alle sue tre bellissime sorelle, decise di farle murare all’interno di una stanza, con cibo a sufficienza per un viaggio non troppo lungo. Purtroppo, la guerra durò più del previsto e, al suo rientro, il signore trovò le tre sorelle morte di stenti.

  • Garibaldi e il Castello di Salemi

    🇮🇹  Il Castello normanno di Salemi è parte integrante della storia dell’Unità d’Italia. Proprio su una delle torri del Castello, il 14 maggio 1860, Garibaldi issò la bandiera tricolore, proclamò Salemi “capitale d’Italia” e la dittatura garibaldina.

  • Taormina e la ceramica

    🕵️ Il legame tra Taormina e la ceramica ha origini antiche. Entrare in queste botteghe vuol dire trovare una tradizione che per vivere deve rinnovarsi ogni giorno. Così, accanto alla ceramica siciliana e alla maiolica, alcuni ceramisti si dedicano a opere pittoriche mescolando colori come se stessero dipingendo un quadro ma con gli stessi mezzi, strumenti e sostanze della ceramica tradizionale.

  • La festa di San Ciro a Marineo

    💒​ La festa principale di Marineo è dedicata a San Ciro ed attira migliaia di persone. La Dimostranza di San Ciro nasce nel 1700 e si pensa che, orgogliosi di avere ricevuto le Sacre Reliquie del Santo Martire, i marinesi volessero onorarlo e venerarlo con una manifestazione degna di tale prestigio.

    👉​ Scopri di più su www.castellidisicilia.it

    .

    Comune di Marineo

    .

    #castellidisicilia #castello #marineo #sanciro #festa

  • Evento al Museo Civico Castelbuono

    🎼​ Sabato 12 novembre, dalle ore 21.00, il Museo Civico Castelbuono ospiterà la nuova data dell’evento proposto dall’Associazione culturale Pippo Mazzola, nella Sala del Principe del Castello dei Ventimiglia a Castelbuono. L’iniziativa è ad ingresso libero fino a esaurimento posti.

    🏰​ Nell’atmosfera medioevale risuoneranno, tra le antiche mura del Castello, alcuni tra i canti popolari scelti nell’immenso patrimonio costituito dai suoni e dalle melodie che vengono, o venivano, eseguite, in tutti i centri della Sicilia in onore dei Santi, nella ricorrenza delle loro festività.

    🎶 Durante il concerto il gruppo musicale A nova Orquestra eseguirà i brani e verranno riproposti anche alcuni racconti, preghiere e grida che costellano le varie celebrazioni, e che caratterizzano, per la grande diversità di struttura musicale ed esecuzione, le celebrazioni dei Santi nelle varie località. L’evento pone l’accento sul senso religioso, ma anche laico, delle tradizionali festività che vogliono e possono resistere all’impatto di usi imposti dai media e dal consumismo.

  • Il Castello di Alcamo e i pirati

    🏴‍☠️​ Il Castello dei conti di Modica, ad Alcamo, ha protetto la città per secoli. Furono tanti i violenti attacchi respinti e a cui resistette. Tra questi anche quello del famigerato pirata islamico: il corsaro Barbarossa.

  • Il Castello di Cammarata e le sue raffigurazioni

    🖼️​ Il Castello di Cammarata più volte nella sua vita ha subito dei restauri, a causa dei numerosi crolli che ha subito. Molto difficile è anche ricostruire accuratamente la sua storia. Il Castello è stato rappresentato più volte. Un esempio è un dipinto del XVII custodito, proprio a Cammarata, nella chiesa di S. Biagio, realizzato dal pittore Pietro D’asaro e che raffigura S. Gioacchino, S. Anna, Maria bambina e S. Nicola da Tolentino.

  • Fantasmi, macabre storie, sacro e profano: 7 leggende sui Castelli di Sicilia

    Tra paesaggi mozzafiato e storie centenarie, i Castelli di Sicilia si incastonano perfettamente nell’ambiente in cui sorgono, divenendo un tutt’uno con la natura. I nostri Castelli, però, nascondono delle storie affascinanti e, in alcuni casi, abbastanza macabre. Molte di queste leggende sono poco conosciute e avvolte da un alone di mistero.

    MUSSOMELI (CL)

    Sono tante le storie sul Castello di Mussomeli. Oggi vi raccontiamo la leggenda del fantasma di Guiscardo de la Portes. La storia risale al 19 Luglio del 1975, quando l’allora guardiano del Castello, Pasquale Messina, assistette per la prima volta alla materializzazione dello spirito.

    Guiscardo de la Portes era un uomo giovane e bello, arrivato in Sicilia nel 1392, per sedare le rivolte di Andrea Chiaramonte. Guiscardo si unì all’esercito di re Martino lasciando a casa la bellissima moglie Esmeralda, che a quel tempo era incinta del suo primo figlio. Il Chiaramonte provò a ostacolava l’ingresso dei reali a Palermo ma fu catturato e decapitato. Terminato il conflitto, Guiscardo lasciò la città desideroso di vedere il Castello di Manfreda, antico nome di Mussomeli. Durante il suo viaggio, però, venne attaccato dai soldati di Don Martinez, uomo innamorato di Esmeralda ma da lei rifiutato e desideroso di vendicarsi del rivale.

    Il giovane cavaliere, ferito gravemente, fu rinchiuso nei sotterranei del Castello. In punto di morte Guiscardo imprecò contro Dio che lo condannò a vagare per mille anni sulla terra prima di trovare pace. Il suo fantasma vaga ancora oggi per il Castello cercando invano di incontrare il figlio mai conosciuto.

    SALEMI (TP)

    All’origine del Castello di Salemi è legata una leggenda locale che ha come protagonisti due fratelli e una sorella, Halyciae.

    I tre, che si contendevano il predominio sul territorio, avrebbero stabilito di risolvere la controversia costruendo, ognuno per conto proprio, un castello in tre posti diversi. Chi per primo avesse ultimato la costruzione avrebbe avvertito con un falò gli altri due, che lo avrebbero riconosciuto come unico vincitore. Uno scelse la collina di Mokarta, l’altro quella di Settesoldi mentre la sorella preferì l’altura sulla quale è ubicato attualmente il Castello.

    La ragazza ingannò i fratelli accendendo il fuoco molto prima che la sua costruzione fosse terminata. I fratelli, credendo di essere stati ormai battuti, rinunciarono all’impresa lasciando incompiuti i loro castelli e campo libero alla furba sorella.

    Ancora oggi persistono tracce di antichi ruderi che in qualche modo confermerebbero il racconto.

    CAMMARATA (AG)

    Il Castello di Cammarata si trova a circa 700 metri sul livello del mare, nella zona più elevata dei monti Sicani, alle pendici nord-orientali del monte Cammarata.

    La torre carceraria, che oggi ospita mostre, eventi culturali e multimediali, anticamente era la parte peggiore del Castello. In questo luogo, si lasciavano morire pluriomicidi e traditori politici che mai potevano essere liberati. Le guardie calavano da una piccola scala cibo ed acqua, maltrattando i prigionieri che non avevano alcuna speranza di poter uscire vivi dalle loro celle. Una macabra leggenda racconta la presenza di una botola in cui venivano gettati i loro cadaveri.

    CASTELBUONO (PA)

    Tra le stanze del Castello di Castelbuono si aggirerebbe il fantasma di una bellissima donna: Costanza Chiaramonte. La storia è molto drammatica e si attestano le sue origini al 1321, quando il Conte Francesco I Ventimiglia ripudiò Costanza Chiaramonte Contessa di Modica, sua sposa nel 1315, perché sterile.

    Si narra che Costanza Chiaramonte, proprio perché non poteva avere figli, fu punita e rinchiusa in una delle stanze presenti al primo piano del Castello. Quando il corpo della donna fu ritrovato, la stanza era totalmente spoglia dei suoi mobili tanto da far pensare che fu lei stessa a mangiarli.

    Secondo la leggenda, il fantasma della povera Costanza si aggira all’interno di queste stanze aprendo le porte e non attraversando le pareti, perché troppo pesante.

    ALCAMO (TP)

    Un’altra storia di fantasmi aleggia invece su Alcamo e la Cuba delle Rose, una cisterna araba che risale a circa mille anni fa.

    Una leggenda legata alla Cuba delle Rose racconta di un giardino lussureggiante nei primi anni del 1700: il roseto della baronessa Donna Gaetana De Ballis.

    La bellissima Gaetana sposò Giuseppe Papè Principe di Valdina, molto più grande di lei, per puro interesse. La donna, priva del vero amore, riversò tutto il suo affetto verso il figlio Ugo Papè che ben presto fu indirizzato dal padre a prendere i voti, diventando uno dei più grandi vescovi della diocesi di Mazara del Vallo. Ancora una volta priva dell’amore riversò tutto il suo affetto verso le sue amate rose, coltivate segretamente per non farsi vedere dalle cortigiane e dai residenti. Secondo la leggenda, i fiori sbocciavano solo di notte e in sua presenza. Quando morì, nel 1769, le rose non crebbero più.

    Ogni anno, la notte del 19 febbraio alle ore 03:00 di notte, il fantasma di Gaetana si aggirerebbe per la Cuba in cerca dei suoi amati fiori.

    TAORMINA (ME)

    Il Castello di Taormina sorge sulla cima del monte Tauro. A pochi passi è ancora presente un’antica chiesetta risalente al 1640: la chiesa di S. Maria della Rocca. Il sacro edificio fu costruito sfruttando la conformazione a grotta della roccia, tanto che parte del soffitto è costituito proprio della roccia viva.

    L’origine del Santuario di S. Maria della Rocca è ricondotta ad una leggenda. La storia narra che un giovane pastorello, del vicino villaggio di Mola, si rifugiò nella grotta per proteggersi da un improvviso temporale mentre pascolava il suo gregge sul monte. Il giovane fu colto dalla luce abbagliante di un fulmine e in fondo alla gotta gli apparve una bellissima donna, illuminata e splendente, che teneva in braccio un bambino biondo. Il pastorello, spaventato, fuggì abbandonando le sue pecore nella grotta e corse a raccontare l’accaduto ai genitori. Il giovane non venne creduto ma riuscì comunque a convincerli a recarsi con lui nella grotta, quantomeno per recuperare il gregge. Giunti a destinazione si addentrarono nella grotta ma non videro nulla. Nel posto in cui era avvenuta l’apparizione trovarono, in una larga fessura, un dipinto in cui era rappresentata l’immagine della donna. Il bambino che teneva in braccio, però, era senza testa.

    L’apparizione fu presa in mano dal clero, che invocando il miracolo, compì pellegrinaggi e venerò l’ immagine sacra su un altare provvisorio. Oggi il dipinto non è più ben visibile e sono presenti solo dei graffiti. La ricorrenza si festeggia ogni anno a settembre. Tradizione vuole che si vada a degustare la cosiddetta “carne infornata”, cioè agnello cotto in forni improvvisati sul luogo.

    MARINEO (PA)

    Un’ultima leggenda, anch’essa mescolata al sacro, è invece molto nota a Marineo e riguarda da vicino la storia del Santuario della Madonna di Scanzano e del quadro della Madonna della Dayna, custodito proprio nella chiesa.

    La leggenda è ambientata nel periodo della dominazione bizantina e racconta di un signorotto, che dal campo trincerato della fortezza di Paropo, sul Pizzo Parrino a ovest della Montagnola, si avviò, con servi e cani a seguito, per la sua solita battuta di caccia. Ad un tratto l’uomo avvistò un daino e cominciò a seguirlo a lungo fino a che non giunse ad una grotta. All’interno il cacciatore ritrovò il daino ferito con accanto il dipinto della Madonna col Bambino. In quel momento apparve la Vergine che gli intimò di non ucciderlo ma di proteggerlo e curare le sue ferite. Commosso dalla visione e dalle parole ascoltate, il cacciatore disse ai servi di recarsi al vicino centro abitato di Marineo e raccontare l’accaduto agli abitanti, al gran Castellano e alle autorità ecclesiastiche e di invitarli alla grotta per prelevare il dipinto della Madonna e portarlo in un luogo sacro.

    Proprio nel luogo del ritrovamento sorge oggi il santuario. La tela che illustra la leggenda del rinvenimento del dipinto della Madonna della Dayna è custodito nel Santuario della Madonna di Scanzano, che sorge proprio nel luogo del ritrovamento.

  • Il Castello di Mussomeli

    🏰​ Il Castello di Mussomeli si differenzia in maniera significativa da tutte le altre fortezze. La sua forma, infatti, ricorda molto quella di un nido d’aquila. Il Castello è parte integrante dell’ambiente che lo circonda: dalla sua impervia e solitaria posizione si mimetizzazione perfettamente tra la roccia calcarea. 

  • ​Il Castello di Salemi e il terremoto del Belice

    🏰​ Il Castello di Salemi fu voluto fortemente da Ruggero il Normanno  nel 1077. Rimasto in piedi per secoli, fu danneggiato dal terremoto del Belice del 1968. Il Castello, infatti, rimase chiuso 35 anni per restauri e riaperto nel 2002.

  • Il Castello di Taormina

    🤩 Dall’alto del Castello di Taormina è possibile ammirare tutte le bellezze della città, conosciuta nel mondo per i suoi paesaggi naturali, i suoi monumenti storici e le bellezze marine. Nel 2006 l’Isola Bella e Taormina sono state iscritte nella lista delle candidature a sito UNESCO, per avere il riconoscimento di sito Patrimonio dell’Umanità.

  • Le antiche testimonianze a Marineo

    🕵️ Marineo e il suo Castello affondano le loro radici in un’antichissima quanto affascinante storia. Al Museo della Valle dell’Eleuterio sono custodite testimonianze storico-archeologico, artistiche e documentarie dei diversi insediamenti, distribuiti soprattutto lungo il corso del fiume Eleuterio. Si possono trovare vari reperti della Montagnola, su cui era stata edificata l’antica città di Makella, e dagli altri numerosi insediamenti, come quelli della Necropoli di Sant’Agata e Risalaimi. Il lavoro svolto in questi siti ha permesso di ricostruire non solo la presenza dell’uomo preistorico ma di sottolineare l’importanza di Makella.

  • Giornata del Contemporaneo a Castelbuono

    ​🎨 Sabato 8 ottobre a Castelbuono sarà la Giornata del Contemporaneo. Nella sua diciottesima edizione l’evento nazionale torna con l’obiettivo di raccontare la rinata vitalità dell’arte contemporanea nel nostro Paese, dopo le restrizioni dovute a due anni di pandemia. La manifestazione avrà come filo conduttore il tema dell’ecologia, connesso a quello della sostenibilità.

    ​📌​ La manifestazione è promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e realizzata con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e con la collaborazione della Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il Museo Civico di Castelbuono aderisce alla rassegna aprendo gratuitamente al pubblico le Sale espositive del Castello dei Ventimiglia e la visita alla mostra “Il taglio l’innesto, il castello”, degli artisti Mangano & van Rooy.

  • FNAS LAB 2022 a Castelbuono

    🎭​🎪​🎤​ A Castelbuono l’arte va in scena in tutte le sue forme più svariate! Dal 3 al 9 ottobre dieci artisti di teatro, circo e musica arriveranno da tutt’Italia per creare delle performance. Durante la settimana dedicata ai workshop il corso principale, le vie di Castelbuono e piazza Castello si trasformeranno in teatro a cielo aperto.

    📌​ La FNAS LAB 2022, grazie alla collaborazione con l’APS Il Cinghiale e la Balena con il sostegno del Comune di Castelbuono e la partecipazione del Museo Civico e di Moger Arte e Cultura, approda in città con un progetto triennale che si sviluppa in tre contesti outdoor diversi e complementari: il borgo il primo anno, una strada in salita il secondo anno ed il bosco per il terzo anno. Sui canali social dell’associazione Il Cinghiale e la Balena APS sarà possibile seguire di giorno in giorno gli aggiornamenti sullo sviluppo delle attività creative.

  • A Castelbuono i pupi raccontano Falcone e Borsellino

    🎭​ La “Storia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” va in scena a Castelbuono, CentroSud, Chiesa del SS. Crocifisso – Via Umberto I, 49. L’incontro con la mafia, le istituzioni e la complessa vicenda del pool antimafia verranno raccontate con il linguaggio semplice e diretto del teatro dei pupi.

    📌 La vicenda umana ed l’impegno antimafia dei due giudici sarà riproposta dalla Compagnia Marionettistica popolare siciliana sabato 1 ottobre alle ore 18. Alle ore 17 è in programma l’incontro con il puparo. Lo spettacolo, con ingresso gratuito, è accompagnato, in una versione più elaborata, anche da installazioni video multimediali e musica e canti eseguiti dal vivo.

     

  • Girandole d’autunno a Castelbuono

    🍂​ Siete pronti a giocare con materiali di recupero e a preparare l’Orto in vista della frizzante aria autunnale? Al Museo Civico di Castelbuono potete portare brick grandi e piccoli o altre confezioni in cartone per trasformarle in girandole decorative per colorare l’Orto e farlo diventare un luogo di allegria e felicità.

    📆​ L’appuntamento è per venerdì 30 settembre, dalle 16.00 alle 18.00. La partecipazione è gratuita per bambini/e da 6 a 12 anni, con prenotazione obbligatoria alla mail educazione@museocivico.eu, indicando il nome e l’età del bambino/a che intende partecipare.

    📌​​ L’evento sarà l’occasione per esprimere gratitudine all’Orto dell’Arte che ha dato frutti sotto forma di una generosa quantità di zucchine, zucche, fiori di zucca, pomodori, basilico, menta, salvia, alloro, peperoncini, fiori, regalati alla comunità. Durante la stagione estiva i prodotti sono stati raccolti liberamente da chiunque ne avesse voglia, in modo responsabile e trasparente. Ora è giunto il momento di ripulirlo e preparare il terreno per la piantumazione dei nuovi ortaggi invernali.

  • Il fantasma del Castello di Mussomeli

    👻​ Su Mussomeli e il suo Castello aleggiano diverse leggende. Una delle più famose ha per protagonista il fantasma Don Guiscardo de la Portes. Il giovane cavaliere partì nel 1392 con l’esercito di Re Martino I per sedare la rivolta di Andrea Chiaramonte. Lasciata Palermo, fu attaccato dai soldati di Don Martinez, innamorato della bella Esmeralda, moglie di Guiscardo. Martinez, rifiutato dalla donna, aveva deciso di vendicarsi del rivale che gravemente ferito fu rinchiuso nei sotterranei del Castello. Il suo spirito apparve per la prima volta nel 1975 all’allora custode. Ancora tutt’oggi alcuni turisti affermano con certezza di averlo visto.

    🤔 Conosci altre storie?

  • Castelbuono e i suoi prodotti tradizionali

    🍄​ Castelbuono e il suo Castello sono l’emblema del chilometro zero. Tanti sono i prodotti tipici che deliziano i palati: la Provola delle Madonie, i funghi, in diverse varietà, ovoli, porcini, cardoncelli e tartufi, o la Manna, una resina ottenuta dal frassino e utilizzata in svariate preparazioni. Da non dimenticare poi la carne e la “testa di turco”, un dolce tipico della tradizione castelbuonese. 

    🤔 Conosci altri prodotti tipici? 

  • La torre sud-ovest del Castello di Alcamo

    🏰​🦅​ Ad Alcamo, ogni torre del Castello era destinata a una specifica attività. Un particolare distingue quella di sud-ovest. Scolpito in marmo, infatti, possiamo trovare lo stemma della città: un’aquila nera, volante, coronata di oro in campo di argento, con tre monti al di sotto e due querce d’oro. La sua origine risale al re Federico II.

    🤔 Sai per cosa erano adibite le varie torri del Castello?

  • Tra mare e montagna prosegue l’estate: 7 idee tra i Castelli di Sicilia

    E’ finita l’estate ma, il caldo e le splendide giornate soleggiate non hanno ancora lasciato la Sicilia. Fortunatamente la nostra Isola ci da’ tante possibilità per continuare a sognare e allungare, seppur di poco, le nostre vacanze.

    Considerando la moltitudine di percorsi da scegliere vi consigliamo un viaggio tra i Castelli di Sicilia. Vi suggeriamo sette destinazioni adatte e accessibili a tutti i viaggiatori, tra mare, spiagge ma anche montagne e colline, per chi preferisce luoghi un po’ più isolati e tranquilli. Alcuni di questi borghi, in cui spiccano per maestosità e bellezza i loro castelli, distano pochissimi chilometri dalle più famose località balneari della Sicilia. Altri, invece, sono un po’ più lontani ma, comunque, facilmente raggiungibili. Le scelte sicuramente non mancano.

    Castello di Taormina

    Castello di Taormina (ME)

    Giardini Naxos, Baia delle Sirene, spiaggia di Mazzeo, l’Isola Bella. Sono tante le alternative per continuare a trascorrere le proprie vacanze al mare. Tra distese di sabbia, natura incontaminata e acque cristalline rimarrete incantanti dalle meraviglie che si affacciano sul Mar Ionio.

    Se oltre una bella nuotata e a rilassarvi puntate ad attività più sfrenate le alternative non mancano. Ad esempio nella spiaggia di Mazzarò, una delle mete più amate dai turisti, è possibile praticare snorkeling o andare in kayak.

    Altri luoghi che vi consigliamo sono: la spiaggia sotto la stazione, la Grotta degli Innamorati, la spiaggia di San Giovanni e San Pancrazio e la spiaggia di Schisò.

    Castello di Castelbuono

    Castello di Castelbuono (PA)

    Altra meta da non perdere è Castelbuono. La sua ottima posizione permette di poter vivere contemporaneamente mare e montagna: sorge nel cuore delle Madonie e a pochi chilometri da Cefalù, Campofelice di Roccella e Finale di Pollina.

    Visitate la la spiaggia di Sant’Ambrogio. E’ un luogo meraviglioso ad appena 6 km da Cefalù che vi darà la sensazione unica di trovarvi immersi tra mare e monti, tra il blu delle acque del mar Tirreno e il verde delle Madonie. Una piccola poesia nascosta, ideale per chi è alla ricerca di relax. Il soggiorno a Castelbuono è un’ottima soluzione per chi vuole una location comoda e ricca di opportunità che consentono di raggiungere luoghi riservati e mete gettonate senza patire lo stress della movida ma godendone solo i benefici e le bellezze del borgo.

    Il mare di Finale di Pollina è l’ideale per chi è alla ricerca di acque cristalline e spiagge attrezzate. La Spiaggia di Caldura offre uno spettacolo naturale unico mentre, se amate il windsurf fate un salto a Capo Playa e alla Spiaggia di Salinelle.

    castello_di_salemi
    Castello di Salemi

    Castello di Salemi (TP)

    Il terzo suggerimento che vi diamo è Salemi. Dall’alto del suo castello è possibile ammirare i suoi spettacolari paesaggi collinari: campagne coltivate a grano e uliveti, masserie, vitigni e cantine dove degustare gli ottimi vini che la zona offre. Per chi invece ama il mare, a pochi passi, circa 45 km c’è Marsala. Lasciatevi affascinare dal suo mare, dal suo porto, dalle imbarcazioni colorate e il suo centro storico. Vi lascerà a bocca aperta.

    Da non perdere assolutamente è la spiaggia di San Teodoro. Si trova all’interno della Riserva Naturale dello Stagnone nella zona nord della città ed è tra le più belle e particolari di Marsala. Troverete anche le famose Saline, al cui interno troviamo anche la Spiaggia Rosa o Mare Rosa. E’ proprio nelle Saline che possiamo assistere ad uno spettacolo unico nel suo genere: a contatto con il sole conferiscono al mare un riflesso di colore rosa.

    Altra spiaggia consigliata, la Spiaggia Punta Tramontana.

    Castello di Alcamo

    Castello di Alcamo (TR)

    Scegliendo Alcamo come meta, il ventaglio di opzioni è molto ampio. Le numerose strutture ricettive, in particolar modo su case vacanza e bed & breakfast, fanno ben comprendere quanto sia importante il turismo, soprattutto quello estivo per il paese.

    Oltre a poter soggiornare ad Alcamo e visitare il paese e il suo antico castello, tante sono le soluzioni a pochi chilometri per poter godere del mare. Si va dalla vicina Alcamo Marina fino alla splendida Riserva dello Zingaro. Rispettivamente a 16 km e 5 km di distanza troviamo le spiagge di Scopello e di Castellammare del Golfo.

    E poi ancora spiagge, baie, calette, grotte e natura rigogliosa. Il territorio offre diverse soluzione sia per chi preferisce aree attrezzate con tutti i confort sia per chi voglia godersi un’esperienza più on the road.

    Castello di Marineo

    Castello di Marineo (PA)

    Ovviamente non poteva mancare tra i nostri consigli un paese che già all’interno del suo nome conserva la parola “mare”: Marineo. Soggiornare a Marineo e a pochi passi dal suo castello vi permetterà di avere l’imbarazzo della scelta.

    Una prima possibilità è quella più comoda che vi permetterà di godere delle bellezze del capoluogo siciliano, Palermo, e della sua borgata marinara più famosa: Mondello. Acque caraibiche, spiaggia dorata, gettonatissima già a partire dal mese di maggio, la spiaggia di Mondello offre la bellezza di un borgo marinaro molto caratteristico circondato da architetture Liberty straordinarie. Ritagliatevi del tempo per fare un giro anche a Sferracavallo e, perché no, nella splendida Riserva di Capo Gallo e dell’Addaura.

    La seconda alternativa piacerà invece a chi preferisce una soluzione più tranquilla. A mezz’ora di strada da Marineo, troverete la spiaggia di Altavilla Milicia con mare azzurro e pulito, tante calette tutte da scoprire. La più famosa è la Spiaggia di ciottoli e ghiaia  di Cala sciabica o Torre Normanna. Nelle vicinanze, in direzione Trabia, fate un salto al al porticciolo turistico di San Nicola L’Arena oppure, veso Casteldaccia con la spiaggia di Torre Colonna, il litorale della Bruca o a Bagheria, con a spiaggia dei Francesi o “ai Francesi” è una delle spiagge più suggestive della costa palermitana, situata nel golfo di Mongerbino, all’interno del territorio di Santa Flavia e Bagheria. Si tratta di una piccola insenatura incastonata tra le rocce di Capo Zafferano e la frazione marinara di Aspra, che prende il suo nome, probabilmente, dal fatto che in passato fu meta di molti turisti transalpini che decisero di passare le loro vacanze nei territori isolani.

    Castello di Cammarata

    Castello di Cammarata (AG) e Castello di Mussomeli (CL)

    Per chi è ancora indeciso e cerca una meta con un itinerario più originale, Cammarata e Mussomeli sono l’opzione migliore.

    Nella provincia di Agrigento la scelta è molto variegata dalla magia offerta dalla Valle dei Templi fino alle distese di sabbia che percorrono la costa meridionale della Sicilia. La Spiaggia di San Leone è la principale spiaggia cittadina di Agrigento. A pochi chilometri dalla città, è senz’altro la spiaggia degli agrigentini per antonomasia. In gran parte libera, la spiaggia offre una sabbia dorata e un fondale poco profondo con acqua limpida e cristallina È ricca di locali, ristorantini e lidi ed è il posto perfetto per praticare surf.

    Castello di Mussomeli

    Mussomeli permetterà di gustare tutte le meraviglie dell’entroterra siciliano, tra storie, leggende e tradizioni, e territori sconfinati che dalla cima del suo castello vi lasceranno ammaliati. La sua ottima posizione permette non solo di conoscere la provincia di Caltanissetta ma anche, solo pochi chilometri di distanza le altre province, come ad esempio la stessa Agrigento.

  • Salemi e il vino

    🍇​🍷 Salemi si trova a circa 400-600 metri sul livello del mare e dall’alto del suo Castello è facile rimanere incantati dal suo territorio collinare ad alta vocazione vitivinicola. Dal Catarratto all’Inzolia, dal Grillo al Nero d’Avola, fino al Chardonnay, al Merlot e al Cabernet-Sauvignon: sono solo alcune delle varietà di vino che è possibile scoprire e degustare. Ovviamente per i più appassionati è possibile fare escursioni enoturistiche e visite guidate, nelle cantine e nelle barricaie.

    🤔 E tu sei amante del vino?

  • Cammarata a passo con i tempi

    👨‍💻​ I cammaratesi sono molto legati al territorio e al Castello. La scelta di molti imprenditori di restare a Cammarata ha giovato, e non poco, allo sviluppo del paese. Le imprese artigiane hanno una grande caratteristica: sono fondate su un modello di famiglia e azienda. Ciò ha permesso loro di affrontare grandi sfide come l’influenza dei mercati esteri, gli effetti disastrosi della pandemia ed anche i cambiamenti climatici, puntando su piattaforme e-commerce, digitalizzazione e industrializzazione 4.0

    🤔 Lo sapevi?

  • Taormina

    🕵️ ​Taormina è una città che lascia sicuramente tutti i suoi visitatori a bocca aperta. Da ogni angolazione è possibile ammirare i suoi paesaggi mozzafiato, tra i quali non può ovviamente mancare il Castello. Dal Teatro Greco fino all’Isola Bella, sono molti i luoghi caratteristici che hanno stregato e fatto innamorare anche celebri e illustri “turisti” come Lo Zar Nicola I, Gabriele D’Annunzio, Sigmund Freud, Edmondo De Amicis o Friedrich Nietzsche.

    🤔 Conosci le loro testimonianze?

  • Spettacoli a Mussomeli

    🏰​ Serata di cabaret al Castello di Mussomeli. Sabato 3 settembre 2022 il piazzale del castello, alle ore 21.30, vedrà ospite Antonio Pandolfo. Al termine dello spettacolo sono previsti Noche de Castillo – dj Daniele Tutlumello e vox Flavio Modica. L’ingresso è gratuito.

  • A Mussomeli la 110^ Edizione dell’Antica Fiera del Castello

    🏰​ Mussomeli si veste di festa per la 110^ Edizione dell’Antica Fiera del Castello. 

    📆​ L’evento che si ripete ogni anno nella magica e incantata cornice del Castello di Mussomeli, che si anima per l’occasione, offre dall’1 al 4 settembre un calendario ricco di eventi.

    Un viaggio a spasso nei secoli, con un corteo storico, e che vedrà il susseguirsi di tutta una serie di iniziative tra musica, esibizioni, mostre, convegni, esposizioni e immancabili degustazioni.

  • Le origini del Castello di Marineo

    ⚔️​ Violenti scontri e sanguinose battaglie: sono alcuni degli scenari a cui il Castello di Marineo ha assistito. Il Castello fu effettivamente realizzato nel 1552 da Francesco Beccadelli Bologna ma in origine era una fortezza, fortemente voluta da Carlo d’Angiò. Il sovrano era in guerra contro la casa di Sveva ed aveva grandi e ambiziosi progetti: la conquista della Sicilia e dell’intera Italia Meridionale.

    🤔 Sai altre curiosità sulla sua storia?

     

  • ‘CastelNostro’: attività per i più piccoli al Castello di Castelbuono

    ​🏰 Il Museo Civico di Castelbuono apre ai più piccoli! Lunedì 29 agosto 2022 ore 17.00, con l’iniziativa “CastelNostro”, sarà data l’opportunità ai bambini e alle bambine di ripercorrere e scoprire per la prima volta i tesori custoditi all’interno delle Sale del Castello dei Ventimiglia.

    👧​👦 L’evento è promosso dall’Associazione 3EMME ed è a partecipazione gratuita per bambini/e da 3 anni in su, con prenotazione obbligatoria al numero 3392812499 oppure direttamente dalla pagina Facebook: 3 EMME indicando il nome e l’età del bambino/a che vuole partecipare alla visita guidata. L’attività avrà una durata di 90 minuti.

    ​

  • A Castelbuono “Scambiarsi le arti – Arte & antropologia”

    ​📖​  Al Museo Civico di Castelbuono sarà possibile incontrare Anna Castelli e Franco La Cecla autori del libro “Scambiarsi le arti – Arte & antropologia” edito da Bompiani. L’evento avrà luogo il 25 agosto 2022 alle ore 18.00.

    🕵 L’incontro tra arte e antropologia, lontano da essere solo una curiosità reciproca, ha contribuito a rivoluzionare pratiche che sembravano date per scontate, il museo anzitutto, messo in discussione radicalmente come un’eccezione occidentale, le collezioni e le classificazioni, il ruolo del pubblico. Questo scambio ha aperto nuove prospettive e soprattutto formato un tipo diverso di pratica artistica e antropologica. Gli autori, una storica dell’arte e un antropologo, narrano questo sconvolgimento come una storia ricca di episodi, oggetti, biografie, testi e personaggi, raccontando le storie di artisti diventati antropologi e di antropologi artisti. Ne viene fuori un testo corale che risponde alla folla di personaggi che lo popolano, dando loro la parola, facendo risuonare i loro pensieri e facendoli dialogare con gli autori. Il testo coinvolge il lettore in un’avventura appassionante fino ad ora poco conosciuta.

  • L’Opera dei Pupi ad Alcamo

    🎭​ Ai piedi del Castello di Alcamo sopravvive una meravigliosa tradizione: l’Opera dei Pupi. Un piccolo esercito di 650 marionette manovrate abilmente tra teloni e scenografie fatti a mano. Un tuffo nel passato, in un’atmosfera magica, dove grandi e piccini rimangono incantati tra le storie di Orlando e Rinaldo.

    🤔 Conosci le loro storie?

  • Castelbuono: gli eventi di agosto

    ​📆 Agosto ricco di eventi a Castelbuono! Arte, musica, mostre e laboratori.. questo e tanto altro nel calendario del Museo Civico:
    ​

    ​​🔹​ 12-13 agosto: esibizione musicale di Francesco Prisinzano e dei Soul Saxophone Quartet
    ​

    ​​🔹​ 18 agosto: laboratorio educativo
    ​

    ​​🔹​ 24 agosto: ‘Il taglio, l’innesto, il castello’, performance a cura del duo artistico Mangano&vanRooy
    ​

    ​​🔹​ Per fine agosto è prevista la presenzazione del libro ‘Milleperiferie. Percorsi di rigenerazione a guida culturale e creativa per i borghi e le aree interne e marginali’

  • Salemi e la cerealicoltura

    🧑‍🌾​ Salemi è talmente legata alla cerealicoltura da essere indicata come uno dei ‘granai della Sicilia’. Negli ultimi decenni, con la crisi del settore, sono state riscoperte tante meraviglie autoctone del territorio, come la tumminia o il perciasacchi. 

    🤔 Ne conosci altre?

  • A Castelbuono la mostra “Il taglio, l’innesto, il castello”

    🧑‍🎨 Il Museo Civico di Castelbuono è lieto di annunciare la presentazione del progetto “Il taglio, l’innesto, il castello” della coppia di artisti Domenico Mangano & Marieke van Rooy.

    La mostra ha origine da un esperimento artistico nel campo della lavorazione della ceramica, ottenuto attraverso l’innesto con la manna, una resina estratta dall’intaglio del tronco degli alberi di frassino, tipici delle Madonie. Il titolo si riferisce alla ferita da cui fluisce la manna, una specie di incisione cicatrizzante che genera nuova linfa e nuove forme, se innestata in un’altra materia. Gli artisti hanno condotto un processo di ricerca sperimentale durante la residenza artistica all’interno del trecentesco Castello dei Ventimiglia, residenza nobiliare, poi trasformata in istituzione civica, destinata oggi ad attività culturali e artistiche. La mostra è allestita nelle due sale espositive al piano terra del Castello e testimonia le fasi del processo creativo e il suo esito finale con la realizzazione di una installazione scultorea e performativa che coinvolge lo spettatore in una esperienza fisica e visiva.

    ​👉​ La mostra sarà inaugurata giovedì 4 agosto 2022 alle ore 12. L’evento è a cura di Valentina Bruschi e in collaborazione con il Museo Naturalistico “F. Minà Palumbo” di Castelbuono. La direttrice del Museo, Laura Barreca ha dichiarato che “Si tratta di una iniziativa partecipativa che ha coinvolto la comunità di Castelbuono, interessando la sfera ecologica e quella sociale e promuove e interpreta l’identità del territorio attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea, l’arte e l’artigianato”.

  • A Castelbuono la 7* Passeggiata notturna nel bosco

    🌲 Ritorna a Castelbuono la 7* Passeggiata notturna nel bosco! Si tratta di un’occasione unica per vivere il bosco, a stretto contatto con la natura, dopo ben due anni di stop a causa della pandemia.
    Tra scienze, poesia, e musica si preannuncia un evento veramente imperdibile che si concluderà con un brindisi finale sotto le stelle.

    👉​​ L’iniziativa si svolgerà martedì 2 agosto alle ore 21.00. E’ organizzata dall’Associazione Naturalistica Francesco Minà Palumbo di Castelbuono in collaborazione con il Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo, l’Associazione Astrofili Isnello ed il Club per Unesco Castelbuono-Madonie.

  • La torre carceraria del Castello di Cammarata

    ​🏰​ La torre carceraria del Castello di Cammarata oggi ospita mostre, eventi culturali e multimediali ma anticamente non era così. Si trattava di un luogo macabro, dove i pluriomicidi e i traditori politici venivano lasciati morire. Da una piccola scala, le guardie calavano acqua e cibo e pochissima acqua. Una leggenda trucida racconta la presenza di una botola in cui venivano gettati i loro cadaveri.

    🤔​ Conosci altre storie sul passato del Castello?

  • Castelbuono e l’antico legame con il mondo della sartoria

    🧵 Tra Castelbuono e il mondo della sartoria esiste un legame ultracentenario. Per riavvicinare i giovani a quest’arte è stato ripristinato un vecchio telaio del 1700. Intorno agli anni ’50 quasi ogni famiglia ne possedeva uno in casa. Oggi, nonostante non si usino più, sono conservati nelle cantine dei castelbuonesi. Secondo la tradizione i telai erano fatti con legno sacro: per questo non potevano essere distrutti o incendiati ma, anche se inutilizzati, dovevano essere gelosamente conservati.

    🤔 Conosci altre tradizioni dell’artigianato locale?

  • Taormina e l’antica tradizione degli intagliatori di marmo

    🪨​⛏️​ In pochi sanno che un tempo Taormina era famosa per la bravura dei suoi intagliatori di marmo, capaci di trasformare la pietra in meravigliose opere d’arte. Il marmo intagliato veniva ricoperto con tessere multicolore, proprio come un mosaico. Per vederne alcuni esempi, basta visitare l’interno del Duomo di Taormina.

    🤔​ Conoscevi questa antica tradizione?

    .

    #castello#taormina#marmo#tradizione

  • Cammarata, un castello, diversi conventi

    A Cammarata, sino alla fine dell’800, esistevano diversi ordini religiosi che avevano sede in propri conventi, fra essi pure i Domenicani. Altro ordine religioso presente nel territorio fino a qualche anno fa, era quello dei frati minori francescani.

  • Taormina, un maniero e le sue mille vite

    La zona del Monte Tauro, dove sorge il Castello di Taormina coincideva, in epoca greco-romana, con la sede dell’antica acropoli, Tauromenium. Dopo la conquista della città, i musulmani ricostruirono il Castello così come lo vediamo oggi. È probabile che i musulmani abbiano utilizzato il fortezza per difendersi dall’assedio dei Normanni del 1079.

  • Alcamo, il castello e l’urbanistica: come nasce un comune

    Attorno  al castello, fatto erigere nel 1340, si costituì il primo consistente nucleo abitativo che oggi si presenta con un tessuto viario regolare, lungo l’asse del corso principale VI Aprile. Oltre al Castello dei Conti di Modica, ad Alcamo è possibile ammirare i ruderi di altre fortezze.

  • Castelbuono e il Castello sopravvissuto al terremoto

    Nel 1818-1819 diverse scosse sismiche danneggiarono il Castello di Castelbuono. Venne demolito l’ultimo piano e ingrandita la Cappella. Anche la Matrice Nuova subì pesanti danneggiamenti, perdendo importanti strutture ed elementi architettonici. Nonostante tutto, il Castello mantiene, ancora oggi, intatta la sua bellezza e la sua unicità, presentandosi in ottimo stato di conservazione, caratteristica non sempre comune nei Castelli.

  • Salemi, Mokarta e la giovane “Nina”

    Mokarta è un luogo speciale e sconosciuto a molti. Custodisce preziose testimonianze della preistoria della Sicilia e si trova nel comprensorio di Salemi. In questo spazio troviamo i resti in pietra di quindici abitazioni circolari dall’ingresso a forcipe. Si tratta di un insediamento particolarmente bello e interessante. Fra i tanti reperti, è stato ritrovato lo scheletro di una giovane donna che gli archeologi chiamarono “Nina”.

  • Mussomeli, l’origine del nome e il mistero del maniero

    Qual è l’origine del nome Mussomeli? Secondo il Fazello deriverebbe da Monte Mele, su cui sarebbe sorto Mons Mellis, Monte di Miele, da cui Mussomeli. Per il Cluverio, invece, da uno dei Monti Gemelli, il Marone, e Monte Melle dalla contrazione di Monte Gemello, e il suo maniero vi attendono per mostrarsi a voi in tutto il loro magnificente mistero. 

  • Marineo: a giugno la Festa del Corpus Domini e l’Infiorata

    A giugno, in occasione della Festa del Corpus Domini, a Marineo viene realizzata “l’Infiorata” lungo il Corso dei Mille. I quadri infiorati sono delle vere e proprie opere d’arte, dei capolavori che traggono ispirazione dalla tradizione religiosa. Si tratta di una manifestazione molto conosciuta e preparata con grande attenzione.

  • Al castello di Caccamo, un salto nel passato: visite e rievocazione storica con “Le Giornate Medievali”

    Un appuntamento mensile – per dieci mesi – presso il Castello medievale, dove il visitatore potrà assistere ad una rievocazione intervallata da momenti di narrazione e spiegazione degli ambienti del maniero. Le attività inizieranno alle 10,00 presso la Sala Prades del Castello per concludersi – dopo aver attraversato gli atri esterni – nel baglio centrale dove avverrà l’ultima fase rievocativa.

    I visitatori saranno accompagnati da figuranti in abiti d’epoca nella visione commentata delle sale del piano nobile del maniero.

    “Le GIORNATE MEDIEVALI – Un salto nel passato – Rievocazione Storica”  a cura della S.I.P.B.C. Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali  – Sezione Regionale Siciliana con la collaborazione e patrocinio del Comune, rappresentano un modo diverso ed originale per promuovere e valorizzare il patrimonio culturale caccamese.

    Ecco il CALENDARIO  delle prossime ATTIVITA’ – per tutte le domeniche dell’anno  2022

    03.aprile  –  15 maggio  –  26 giugno  –  17 luglio  –  21 agosto  –  18 settembre  –  23 ottobre  –  20 novembre  –   11 dicembre. 


    Per Info e prenotazioni : 339.3721811  +  giovanni.aglialoro@gmail.com  + 091.8149744  N.B.  #  Si consiglia di programmare l’arrivo in tempo utile considerati gli espletamenti in biglietteria e la verifica della “certificazione verde”  (green pass)   

  • Certezze e ipotesi: il Castello di Taormina tra religione e militari

    La collocazione del Castello di Taormina sull’altura di Monte Tauro fa supporre che, in epoche precedenti, questa fortezza, oltre a essere considerata uno strategico avamposto militare, fosse stata anche sede religiosa di Tauromenion. Nonostante non ci siano testimonianze certe, resta suggestiva l’idea che qui sorgesse l’acropoli di questa antica città.

  • L’ultimo marchese di Marineo: Girolamo Pilo Denti

    Il marchesato di Marineo, di cui primi titolari furono i Beccadelli Bologna, passò nei primi del Seicento alla famiglia Pilo che, sia pure a prezzo di una secolare controversia, mantenne tale titolo fino ai primi del Novecento: il De Spuches menziona come ultimo marchese di Marineo, nel 1902, Girolamo Pilo Denti.

  • Alcamo, i Beni culturali “restaurano” il castello: l’intervento del 1996

    Nel 1996 con un finanziamento di 600 milioni del Ministero dei Beni Culturali, il castello di Alcamo fu consolidato e restaurato. Il Comune decise di allocarvi l’Enoteca Regionale istituita con legge del 2 agosto 2002 e assegnata ad Alcamo con legge n. 20 del 3 dicembre 2003.

  • Castelbuono, l’arte contemporanea di un castello-museo

    Il Museo Civico di Castelbuono ospita la rilettura della collezione di arte contemporanea “Schiuma di mare e attorno. Nuovo percorso. 1905-2017”. Nata nel 1997 dalla donazione Di Piazza, comprende opere di Josè Ortega, Mario Schifano, Bruno Caruso, Corrado Cagli e Mario Bardi. Nel corso degli anni, la collezione si è arricchita grazie ad acquisizioni e mostre temporanee, con opere di Alessandro Bazan, Francesco De Grandi e Benny Chirco.

  • Salemi e la costruzione del carcere mandamentale tra le due torri

    Nel 1789, il Comune di Salemi, dietro pagamento di L. 55,97, otteneva dal Barone Ripa, che ne era a quel tempo il titolare, la porzione di suolo compresa tra le due torri quadrate ed il grande muro prospiciente l’attuale Piazza Alicia per la costruzione del carcere mandamentale.

  • Dalla morte di Adamo a Manfredi: il libero comune di Cammarata

    Dopo la morte di Adamo de Camerata o di Cammarata il territorio tornò al regio demanio e si resse come libero comune con usi e leggi proprie fino al 1257 quando re Manfredi lo concesse allo zio Manfredi Maletta.

  • Il granaio dei Beccadelli e la sacralità del pane di Marineo

    Per anni, il Castello di Marineo era noto come il “granaio dei Beccadelli”. Ancora oggi, il pane di Marineo è uno dei prodotti locali più noti e apprezzati. La panificazione, soprattutto nelle civiltà contadine, assume significati profondi legati alla cultura locale e alla sacralità stessa del pane.

  • Dall’Alcantara alla Calabria: la posizione privilegiata del Castello di Taormina

    La struttura del Castello di Taormina, ha una posizione privilegiata. A sud controlla la valle dell’Alcantara e la costa ionica meridionale, a nord la costa ionica settentrionale fino a Capo Sant’Alessio e la parte meridionale dello Stretto di Messina, fino al Capo Spartivento, in Calabria.

  • L’erba del vicino è sempre più verde: le origini di Castelbuono e la resa del vescovo di Patti

    Francesco Ventimiglia riuscì ad estendere i propri possedimenti attraverso un’attenta politica di scambi e accorpamenti, spesso ai danni dei vicini vescovati. Nel 1317 costrinse il vescovo di Patti a cedergli il colle San Pietro in prossimità del casale esistente per poi costruire il Castrum Belvidiri de Ypsigro, ovvero il castello dell’odierna Castelbuono.

  • Alcamo, la costruzione del castello e la peste nera

    Nel 1348 i fratelli Enrico I e Federico III Chiaramonte conquistano, a mano armata, Alcamo. Come annota il cronista Michele Piazza, in Sicilia era arrivata la peste nera che, in Europa, aveva fatto diminuire la popolazione del 30% alla fine del 1350. Probabilmente proprio in quest’anno il castello fu costruito (o completato se iniziato da Peralta, come sostengono alcuni).

  • Cammarata e i cinque diplomi: un dominio feudale “documentato”

    La storia documentata del paese ha inizio con cinque diplomi redatti tra il 1141 e il 1153, conservati nella Biblioteca comunale di Palermo, nei quali si parla di alcune donazioni di Lucia nei confronti della cattedrale di Cefalù. Da questi diplomi si evince che già in quel periodo Cammarata fosse un’entità territoriale giuridicamente configurata, un vero e proprio dominio feudale.

  • Salemi e il “Mero e Misto Imperio”, un’autonomia conquistata a caro prezzo

    Nel 1629,  dopo avere ottenuto da Carlo V il titolo di “Urbs Fidelis”, i Giurati della Città presieduti da Francesco Cutrona, dietro il rituale pagamento di ingenti somme, ottennero da Filippo IV il “Mero e Misto Imperio” che equivaleva in pratica alla più completa autonomia sia nel campo della giurisdizione civile che in quella penale.

  • Il “castellano di Salemi” e lo Jus carceratorum

    Nel Medio Evo era sede del “Castellano” che, governatore militare ed amministrativo di nomina regia, scelto tra la nobiltà o la borghesia locale, tra i suoi tanti compiti aveva la custodia dei prigionieri dai quali introitava lo “Jus carceratorum” e la giurisdizione in materia di reati minori. 

  • La Sicilia normanna e la suddivisione dei territori: Cammarata ai parenti di Ruggero

    Nella prima metà del XII secolo le parti di Sicilia occupate dai normanni vennero suddivise da Ruggero tra i suoi soldati ed i suoi parenti: ai primi andarono le terre minori, ai secondi quelle di maggiore pregio ed importanza. Il territorio di Cammarata venne dunque assegnato a Lucia e a suo figlio Adamo, nipoti di Ruggero.

  • Alcamo e il Privilegio di re Pietro d’Aragona del 1340

    Con certezza archivistica possiamo dire che nel 1340 il Castello dei conti di Modica di Alcamo non esisteva perché, con Privilegio del 23 agosto 1340 , re Pietro d’Aragona concedeva al conte Raimondo Peralta, la terra di Alcamo e il castello del Bonifato mentre, non ci sono cenni del Castello di Alcamo.

  • La cronaca del letterato medievale Falcando e il Castello di Taormina

    Ugo Falcando è il nome, presumibilmente fittizio, attribuito a un letterato medievale. Fu autore di una cronaca latina del Regno di Sicilia della seconda metà del secolo XII, pubblicata per la prima volta a Parigi nel 1550. Nei suoi scritti, separa l’abitato dal castello di Taormina, e con le parole “in ardua rupe positum”, fa riferimento alla fortezza posta sulla rupe a Nord del paese.

  • Marineo, un paesaggio disegnato tra i “cozzi” e le “rocche”

    Il territorio di Marineo è ricco di piccole alture denominate “cozzi” (Cozzo Sant’Angelo, Cozzo Quattro Finaite, Cozzo Montagnola, Cozzo del Morto…). Altre piccole masse di calcare dolomitico di età mesozoica, formano notevoli affioramenti di roccia (Rocca di marineo, Rocche di rao, Vurpara…).

  • Castelbuono nel 1500: la capitale dei Geraci e i suoi 560 “fuochi”

    Al censimento della popolazione siciliana del 1505, Castelbuono, capitale del marchesato di Geraci dagli anni Cinquanta del Quattrocento, registrava 560 fuochi, ossia famiglie (poco più di 2.000 abitanti).

    L’incremento demografico in corso era certamente la conseguenza del ruolo ‘politico’ assunto dall’antico casale di Ypsigro dopo la costruzione del castello nei primi decenni del Trecento e dovuto al trasferimento da Geraci delle più importanti magistrature del marchesato nella seconda metà del Quattrocento, che richiamava nella nuova capitale anche numerosi immigrati dai centri demaniali vicini (Polizzi, soprattutto) e dalla penisola.

  • Non tutti i castelli hanno un ponte levatoio: Salemi e l’accesso alla fortezza

    Data la sua ubicazione, alla fortezza, anziché da un ponte levatoio, si accedeva tramite una grande porta sormontata da due archi a sesto acuto. In caso di pericolo, veniva serrata da una possente saracinesca azionata da un sistema di carrucole che scorreva in verticale all’interno di un’intercapedine ricavata tra il portale interno e quello esterno.

  • Marineo, la storia del Castello e la famiglia Pilo

    La storia di Marineo non è soltanto indissolubilmente legata ai Beccadelli Bologna. Il suo destino si intreccia infatti a quello della famiglia Pilo a cui si deve, l’abbellimento delle chiese e la donazione di  molte opere d’arte alla fondazione del Collegio di Maria.

  • Cammarata e la trucida leggenda della botola nella torre carceraria

    La torre carceraria del Castello di Cammarata è legata a una leggenda trucida. Si racconta che, in questa parte della fortezza destinata ai prigionieri accusati dei reati più gravi, ci sia stata la presenza di una botola in cui venivano gettati i loro cadaveri.

  • Castelbuono e quel “pezzo” di Pianura Padana in Sicilia: il tocco dei maestri longobardi

    Le murature del corpo della cappella, della sottostante sala di San Giorgio e della sala d’armi, costituiscono un episodio del tutto eccezionale in ambito siciliano per l’uso raffinatissimo del laterizio. L’appartenenza evidente alla migliore tradizione italiana di queste strutture, unita all’uso sapiente del mattone, danno l’impressione che quest’ala del maniero di Castelbuono sia un pezzo di un castello della Pianura Padana trasportato in Sicilia e ci inducono ad attribuire la sua ideazione ad uno dei tanti maestri “longobardi” operanti nell’area madonita in quel periodo.

  • Fortezza, dimora, carcere: Alcamo e le tre funzioni del Castello

    L’edificio si presenta, storicamente, con la triplice funzione di fortezza, carcere e dimora. Restò comunque principalmente carcere fino al 1965, sempre circondato da alte mura di sicurezza, demolite il 6 giugno 1979.

  • Il Castello di Taormina, una fortezza (quasi)irraggiungibile

    Il Castello di Taormina si presenta oggi come un recinto trapezoidale che ingloba una grande coorte al centro dove probabilmente stazionavano i soldati alloggiati in tende. Per arrivarvi bisognava venire a piedi o a dorso di mulo mentre, per gli approvvigionamenti, si contava sui buoni rapporti di vicinato con Castelmola.

  • Castelbuono e le due facce del potere feudale dei Ventimiglia

    Castello feudale e Chiesa Madre sotto certi aspetti, sono due diverse facce dello stesso potere feudale. Di questo, i Ventimiglia sembrano esserne talmente consapevoli da incrementare il culto verso la patrona Sant’Anna. Ciò equivaleva a rinsaldare i legami di Castelbuono con i feudatari, possessori e custodi della Sacra Reliquia del teschio.

  • Salemi e i nomi delle cinque porte del Castello

    Circondato da una doppia cinta muraria di cui rimane solo qualche traccia, il Castello di Salemi aveva cinque porte d’ingresso: Porta Gibli, Porta Santa Maria e Porta Aquila più vicine al centro storico e, Porta Quercia e Porta Corleone, nella zona più esterna. 

  • Marineo e il “Pulpito del re”, a Ficuzza il culto solare

    Il Bosco di Ficuzza, limitrofo al territorio di Marineo custodisce, in circa novemila ettari, particolarità botaniche, faunistiche e un sito preistorico, il “Pulpito del re”, dove veniva praticato il culto solare.

  • Il Corteo storico di Cammarata: il voto del conte tra la nobiltà siciliana

    Il Corteo storico di Cammarata, si svolge in autunno. Attraversa le strade e i vicoli del centro storico, passando per il Castello fino ad arrivare nella Chiesa Madre. Viene rievocato il Voto alla Madonna dei Miracoli da parte del Conte di Cammarata per la guarigione della figlia.

  • Pirati e soldati: assalti e difese al castello di Alcamo

    Si narra che, sotto il conte Luigi I Enriquez, il Castello di Alcamo, per timore di un assalto di Kairaddin o Ariadeno Barbarossa, il terribile pirata di Algeri, fu rifornito di tale abbondanza di munizioni e di viveri da potere sostenere, per un mese e mezzo, combattimenti di trenta compagnie di soldati.

  • “Più frastuono che danno”: le mitragliatrici antiaeree al Castello di Taormina

    Durante la Seconda guerra mondiale, sul Castello di Taormina, vennero piazzate alcune mitragliatrici antiaeree. Secondo alcune testimonianze, ad azionarle erano alcuni addetti della Milmart . Il raggio d’azione era molto modesto e facevano “più frastuono che danno”.

  • Il Castello di Taormina, un maniero in comunicazione con altre fortezze

    Il castello di Taormina era tra i più importanti della Sicilia perché in interrelazione con i castelli di Sant’Alessio, Calatabiano, Francavilla e Castelmola. I taorminesi lo chiamano castello saraceno, collocandone la costruzione in un periodo antecedente a quello medievale. Fu ricostruito nel 1300, non più come castello ma come fortezza: un recinto trapezoidale che ingloba una grande corte al centro dove stazionavano o alloggiavano i soldati di guardia nelle loro tende.

  • Makella, Montagnola, Marineo: le scoperte nella valle dell’Eleuterio

    Il nucleo più consistente dei reperti  esposti nel Museo Regionale Archeologico di Marineo proviene dall’ insediamento più rilevante sulla Montagnola di Marineo. Recentemente identificata, grazie al rinvenimento di tegole iscritte in caratteri greci con l’antica città di Makella, la città sulla Montagnola era posta strategicamente a controllo della valle del fiume Eleuterio.

  • Castelbuono, la difesa “smart e low cost” del castello a fine 1500

    Alla fine del 1500, per difendere Castelbuono, la torre sud-occidentale del castello viene munita in sommità di una serie di fuciliere che battevano la porta, il Baglio grande del castello e le cortine sud ed ovest dello stesso ma, che controllavano anche l’abitato. Non potendo realizzare dispendiose ed eccessive difese bastionate alla moderna, ed avendo poca artiglieria e milizia, s’adottava la tattica di concentrare le forze disponibili in poche postazioni: da queste era possibile controllare vasti settori delle cinte murarie ed i punti più delicati del sistema con un esiguo numero di armati, in grado di respingere un improvviso assalto di piccoli drappelli dotati d’armi leggere.

  • Cammarata e la terribile torre carceraria del Castello

    La torre carceraria del Castello di Cammarata era la parte più terribile del maniero. Qui arrivavano i pluriomicidi, gli uxoricidi, gli assassini e i traditori politici che mai potevano essere liberati. Da una piccola fessura e da una scala, i soldati calavano il poco cibo e la poca acqua per i prigionieri…

  • Salemi: in un’iscrizione decriptata in due modi, l’origine del Castello

    Un’iscrizione epigrafica incisa sull’architrave di una delle finestre del mastio di Salemi, mostra l’acronimo: ”I.C.N.C.R.I.”, decriptato in due modi. Il primo: ”I(esus) C(hristus) N(azarenus) C(rucifixus) R(ex) I(udeorum) e il secondo: “I(n) C(tristi) N(omine) C(omes) R(ogerius) I(nstruxit)”. Le due letture, nonostante le differenze, sono concordi nel datare la costruzione in epoca cristiana e, precisamente, dopo la conquista normanna della Sicilia. La seconda, addirittura, ci presenta una costruzione fatta nel nome di Gesù Cristo dal “Comes” Ruggero il Normanno e, quindi, prima del 1130, anno in cui il Gran Conte fu incoronato Rex Siciliae.

  • La falsa, la piccola e la principale: le tre porte esterne del Castello dei Conti di Modica

    Il Castello dei Conti di Modica aveva tre porte esterne. Una, a mezzogiorno, era la porta segreta chiamata “la falsa”, la seconda, a occidente chiamata “la piccola”, immetteva nella fortezza e nel cortile e infine, la terza, la più grande, la principale, a settentrione, introduceva nella scala a due rampe per accedere al piano nobile.

  • Castelbuono, Creatività Contemporanea al Museo Civico: due film-evento premiati dal Mic

    Il Museo Civico di Castelbuono presenta i due film vincitori del VI bando dell’Italian Council che entrano nella collezione del Museo Civico: The Other: A Familiar Story, di Maria D. Rapicavoli e What has left since we left, 2020 di Giulio Squillacciotti. I film saranno esposti dal 28 novembre 2021 al 30 gennaio 2022 all’interno degli spazi espositivi delle ex-scuderie e nella Sala San Giorgio del Castello dei Ventimiglia.

    The Other: A Familiar Story, 2020, installazione video dell’artista siciliana Maria D. Rapicavoli (1976 Catania) affronta il tema delle questioni migratorie, e in questo caso della migrazione dalla Sicilia agli Stati Uniti nel corso del Novecento, dove il mare è un potente intermediario e luogo di transito.

    Basato su una storia vera, la narrazione ruota intorno a una donna siciliana che ha dovuto seguire il marito in America agli inizi del Novecento: da un paese vicino all’Etna alla costa di Manhattan, un’esperienza condivisa da tutti gli immigrati uniti dalla stessa sorte.

    Il film What has left since we left di Giulio Squillacciotti, genera un cortocircuito tra presente, passato e possibile futuro, un tempo e uno spazio altro, sospeso, dove proietta, con grande abilità, alcune urgenze della Storia contemporanea. Il film è ambientato nella sala principale della Provincia del Limburgo in Olanda, di cui Maastricht è capoluogo, proprio dove nel 1992 fu firmato il trattato fondante l’Unione Europea. Qui, in un ipotetico futuro prossimo, gli ultimi tre paesi appartenenti all’Unione Europea tentano di superare il senso di perdita causato dalla fine dell’Europa.

    INFORMAZIONI:

    Apertura: domenica 28 novembre 2021 dalle 11.00

    Periodo espositivo della mostra: 28 novembre 2021 – 30 gennaio 2022

    Orari: LUN-DOM: ore 10-13.15 | ore 15.45-19.00. Ultimo ingresso 15 minuti prima dell’orario di chiusura

    Indirizzo: Museo Civico di Castelbuono, Castello dei Ventimiglia, P.zza Castello – Castelbuono (PA)

    Telefono: 0921-677126

    Sito web: www.museocivico.eu

  • Marineo, dove la Civiltà Contadina diventa un museo

    Il Museo della Civiltà Contadina è una delle realtà più significative di Marineo. La collezione è costituita da oggetti di uso comune, memorie della vita contadina e dei mestieri di un tempo, recuperati dalle case dei contadini, da botteghe e da attività artigianali oggi in via di estinzione. Il progetto di allestimento prevede un percorso didattico-descrittivo sui cicli produttivi legati al territorio di Marineo e dintorni: dalla coltivazione del grano alla coltivazione della vite, dalla coltivazione dell’ulivo alla pastorizia.

  • L’occhio del Castello sul Teatro di Taormina: lo sguardo tra due attrazioni

    Dal Castello di Taormina è possibile ammirare, da una visuale unica e privilegiata, una delle attrazioni principali del territorio: il Teatro Antico. L’edificazione del teatro inizia probabilmente ad opera dei Greci intorno al III sec. a.C., all’epoca di Gerone II. Per consentirne la costruzione, fu necessario asportare manualmente dalla montagna oltre 100.000 metri cubici di roccia. L’impianto fu poi ristrutturato ed ampliato dai Romani che inserirono colonne, statue e le ingegnose coperture. Il Teatro antico di Taormina, che era nato per ospitare rappresentazioni drammatiche o musicali, si era trasformato durante l’epoca romana per far posto ai giochi dei gladiatori e alle battaglie navali. Questo comportò l’ampliamento dell’orchestra che in epoca greca era destinata ai suonatori, in modo da essere adattata alla nuova funzione di arena. Il Teatro Greco di Taormina è per grandezza il secondo Teatro più grande di Sicilia, dopo quello di Siracusa, ma è anche il più conosciuto al mondo ed il più ammirato. Lo squarcio che il tempo ha poi aperto, lo ha arricchito della magnifica vista del golfo di Schisò e dell’imponenza dell’Etna.

  • Alcamo “opulenta”: il titolo conferito dall’ imperatore Carlo V

    Il Cinquecento vede l’imperatore Carlo V arrivare in Sicilia e prendere possesso del suo reame (era re di Spagna, era imperatore, ma era anche re di Sicilia). Nel suo itinerario verso Palermo, si ferma ad Alcamo e le conferisce il titolo di “opulenta”. A ricordo di questo episodio, una lapide che si trova nella Chiesa Madre che l’imperatore pose sotto la sua tutela.

  • Diodoro Siculo e Idrisi: le antiche “guide turistiche” raccontano del Castello di Salemi

    Escludendo una citazione di Diodoro Siculo che, nel XXVI Libro della sua “Biblioteca Historica”, accenna a un luogo fortificato che potrebbe coincidere con il nostro, la prima vera e certa testimonianza del Castello di Salemi la dobbiamo ad Abu Abdallah Muhammad ibn Muhammad ibn Idris, il geografo arabo-siciliano che, nel 1154, compilò il “Libro di Ruggero”, una sorta di guida turistica ante litteram della Sicilia, in cui, nel descrivere Salemi, cita  tra l’altro “un castello situato in eccelsa posizione”.

  • Il castello di Cammarata in una tela: quando l’arte descrive il borgo

    La chiesa più importante di Cammarata è la Chiesa Madre, dedicata a San Nicolò di Bari. Nel 1663 venne realizzata la tela ad opera di Michele Lapis dell’altare di San Calogero che rappresenta Ignazio di Loyola e Francesco Saverio. Sullo sfondo riporta lo scorcio del paese di Cammarata sormontato dal castello e sotto, lo stemma del paese con una donna che allatta il serpente con le seguenti parole: “alios nutrit suos spernit” che significa “nutre gli altri, disprezza i suoi”.

  • Da Geraci a Castelbuono: la fortuna dei Ventimiglia

    Secondo la tradizione nel 1454 Giovanni trasferì la sua residenza a Castelbuono, scegliendola come capitale dei suoi domini (ora elevati a marchesato), abbandonando Geraci, città nella quale aveva avuto origine la fortuna dei Ventimiglia. Geraci, comparirà ancora a lungo accanto al titolo di marchese ma, paradossalmente, da questo momento la città si avvierà a un lento declino.

  • Salemi, l’astuzia di una sorella dietro la fondazione della città

    All’origine del castello di Salemi è legata una leggenda locale. Due fratelli e una sorella (quest’ultima dal nome Halyciae), si contendevano il predominio sul territorio. Per dirimere la controversia, decisero di costruire, ognuno per proprio conto, un castello in tre siti diversi. Chi fra tutti avesse ultimato per primo la costruzione, avrebbe avvertito accendendo un falò e gli altri due, lo avrebbero riconosciuto come unico vincitore. Uno dei fratelli scelse la collina di Mokarta, l’altro quella di Settesoldi mentre la sorella preferì l’altura sulla quale è ubicato ancora oggi il castello di Salemi.

    La donna avrebbe però acceso il fuoco molto prima che la sua costruzione fosse effettivamente portata a compimento. I troppo fiduciosi fratelli, credendo di essere stati ormai irrimediabilmente battuti, rinunciarono all’impresa, lasciando incompiuti i loro castelli e campo libero alla furba sorella.

  • Castelbuono, la città giardino capitale dei Ventimiglia

    Il Castello e S. Anna, patrona del paese, sono i due protagonisti di molte vicende di Castelbuono, “capitale” dei Ventimiglia. Nel XV secolo, grazie alla corte marchionale, fuori e dentro le mura nascono chiese e conventi con l’intervento di maestri lombardi e toscani che cureranno anche l’espansione urbanistica dell’abitato.

    La città nasce a protezione di un territorio ricco di strutture produttive fondamentali per il disegno politico-economico dei Ventimiglia che tendono a realizzare una piccolo stato autonomo.

    Nel 1632 Castelbuono possiede già tratti di una città giardino realizzata secondo modelli, probabilmente, molto ispirati da F. Maurolico.

  • Cammarata e le sue grotte: le tracce della storia tra la natura

    Sia la leggenda che la storia parlano della Grotta del Baglio. Su  monte  Cammarata, vicinissimo alla cima, c’è una grotta che passando sotto il paese, arriva alla base del colle Tribico uscendo  all’Acqua Fitusa, probabilmente collegandosi alle altre grotte di questo sito, dove sono state rinvenute tracce di insediamenti paleolitici e resti di una cittadella. Si sa che la grotta ha un ingresso inclinato verso il basso che, attraverso un cunicolo arriva ad una camera di forma quadrata, sulle cui pareti si trova inciso il segno degli antichi cristiani. 

  • Il Castello di Alcamo scopre un’eccellenza: il catarratto. Appuntamento all’Enoteca regionale

    Venerdì 29 ottobre alle 17:00, l’Enoteca Regionale Sicilia Occidentale Castello dei Conti di Modica di Alcamo, ospiterà l’incontro D.O.C. Alcamo – Un vitigno straordinario “il Catarratto”.

    L’iniziativa è promossa da ESA SOPAT ALCAMO allo scopo di valorizzare un’eccellenza del territorio che coniuga tradizione e innovazione. Un’occasione per fare il punto sull’evoluzione della viticoltura e sui gusti del consumatore contemporaneo, utile per raggiungere nuovi spazi di mercato e scoprire le bellezze paesaggistiche della “Città del Vino”.

    All’incontro parteciperanno l’ On.le Giuseppe Catania, Presidente ESA, Maria Possente, Presidente Enoteca Regionale S.O., Domenico Surdi, Sindaco di Alcamo. I Lavori saranno introdotti da Dario Cartabellotta, Direttore Generale ESA e moderati da Giuseppe Greco, Responsabile Servizi Sviluppo ESA.

    Con Antonio Sparacio, Resp. U.O. Ricerca e Sperimentazione IRVO, si approfondiranno le particolarità viticole ed enologiche del catarratto mentre, con l’enologo Vito Lauria, produttore e membro del CDA Enoteca Regionale Alcamo, si farà il punto sull’evoluzione della produzione nel territorio dell’Alcamo D.O.C.

    Infine, con il Professor Giacomo Dugo, docente emerito dell’Università degli Studi di Messina, scopriremo l’importanza del vino nella dieta mediterranea.

    Seguiranno dibattito e degustazione di vini e prodotti locali

    Per ulteriori informazioni

    https://www.comune.alcamo.tp.it/it

    https://www.comune.alcamo.tp.it/it/events/65308/un-vitigno-straordinario-il-catarratto

  • Stratega inetto o sfortunato difensore di Taormina? Chi era Costantino Caramalo

    Nel 902, Taormina, pur tenacemente difesa dai bizantini, cadde in mano islamica. Uno storico arabo, Ibn al-Athir, tradotto in italiano nel XIX secolo dal grande arabista Michele Amari, descriveva la presenza di un castello. Non possiamo affermare con assoluta certezza che tale “castello” fosse un fortilizio esistente in quel periodo sul Monte Tauro. Sappiamo che un kastron , fu edificato quasi certamente nel sito di Castelmola dal patrizio e stratega bizantino Costantino. Lo testimonia un’epigrafe in greco oggi murata all’esterno della chiesa madre di Castelmola. Il Costantino “patrizio e stratega” potrebbe essere Costantino Caramalo (in origine forse Κωνσταντίνος Καραμανλής,) documentato come inetto o sfortunato difensore di Taormina nel 902.

  • Vino e Pupi siciliani: tradizioni e futuro al Castello di Alcamo

    ll Castello dei Conti di Modica, si è dimostrato al passo coi tempi e con uno sguardo rivolto al futuro. E’ sede dell’Enoteca Regionale della Sicilia Occidentale, del Museo del Vino e delle Tradizioni e di una esposizione permanente dei Pupi Siciliani.

  • Marineo e la sua Rocca: alla scoperta dei vecchi quartieri

    La Rocca è il simbolo marinese per eccellenza. A seconda della prospettiva di osservazione, appare in svariate forme: punta aguzza, mano aperta, prua di una nave , dinosauro disteso, sagoma umana. Ad ogni modo, sembra abbracciare i “curtigghia”, i cortili, dei vecchi quartieri di Marineo: lu Cozzu , lu Casteddu, Sant’Anna, la Strata mastra, Sant’Antuninu, La Scalunera, La Strata di lu Puzzu, la Rantaria, San Micheli, Lu Sgabellu, lu Furriatu.

  • Marineo, storia e curiosità sul borgo nell’ultimo libro di Scarpulla

    Sabato 23 ottobre 2021, alle 17,30 il Castello Beccadelli Bologna di Marineo, ospiterà le presentazione del secondo volume di “Uomini, risorse, potere e devozione a Marineo” di Antonino Scarpulla. Si tratta del secondo volume dedicato alla storia del comune in provincia di Palermo. Oltre all’autore, saranno presenti: il sindaco on. Franco Ribaudo, Giovanni Fiume, già docente di Storia Moderna dell’Università degli Studi di Palermo, Claudio Paterna dell’Istituto di Storia Patria, Pippo Oddo, studioso di storia e cultura del territorio. A coordinare l’evento sarà Antonino Sclafani. Nel corso della presentazione del volume, ci sarà spazio per gli intermezzi musicali a cura dell’Accademia Palermo Classica con la viola di F. Montalto e il pianoforte G. Catanalotto.

    Per partecipare sarà necessario accedere con il Green Pass

  • Il Castello di Alcamo, la “buona sorte” nonostante la crisi

    Nel sec. XVI, a causa di una profonda crisi, molti castelli persero  gran parte della loro efficienza bellica. In particolare, quelli appartenenti alla piccola nobiltà, sparsi per la campagna, divennero semplici abitazioni. Tuttavia, essendo poco comodi a causa della loro ubicazione, in gran parte furono abbandonati e caddero in rovina.

    Altri, specialmente gli antichi castelli comunali, restarono invece  al servizio di principi e conti per i presìdi delle città o come carceri mandamentali: è il caso del Castello dei conti di Modica di Alcamo.

  • Natale a Marineo: i presepi fra tradizione e creatività

    Durante il periodo natalizio, a Marineo,  vengono allestiti diversi presepi nelle chiese locali a cura di svariati gruppi e congregazioni. Il più importante fra questi è il “Presepe Vivente” con la tradizionale ambientazione della civiltà contadina e una degustazione di prodotti tipici del territorio. Personaggi in costume, suoni di cornamuse e tradizioni locali, sono l’anima di questa manifestazione.

  • Taormina e la leggenda della Madonna della Rocca

    La devozione alla Madonna della Rocca – a due passi dal Castello di Taormina –  è legata a una leggenda. Un pastorello della Mola, per ripararsi da un forte temporale, entrò con il suo gregge dentro una grotta. Qui, scorse il viso di una “bellissima signora” con in braccio un bambino. Impaurito, scappò lasciando lì le sue pecore. Ritornato sul luogo dell’apparizione trovò, nella crepa di una roccia, un dipinto raffigurante “la signora e il bambino”. Da allora, la grotta fu meta di fedeli che, in seguito, vi costruirono una chiesetta. La ricorrenza si festeggia ogni anno a settembre. Tradizione vuole che si vada a degustare la cosiddetta “carne infornata”, cioè agnello cotto in forni improvvisati sul luogo.

  • Castelbuono e i tesori del chiostro di San Francesco

    La chiesa di San Francesco di Castelbuono è sorta nel 1332 ma, è stata parzialmente restaurata nel XVIII secolo. Attiguo alla chiesa, c’è uno splendido chiostro settecentesco.

    Dalla cappella di Sant’Antonio, annessa al chiostro, si accede tramite un portale al Mausoleo dei Ventimiglia la cui decorazione è riferibile alla “Scuola” di Francesco Laurana del sec. XV.

  • Salemi, “città di pietra” capitale d’Italia per 24 ore

    Dal terrazzo merlato del Castello di Salemi, è possibile ammirare un panorama mozzafiato che abbraccia la Sicilia occidentale fino al mare. Durante la spedizione dei Mille, venne proclamata da Garibaldi capitale d’Italia, ma solo per 24 ore. Splendida città medievale, seconda solo a Erice per importanza storica in Sicilia, la bellissima “città di pietra”  ha nel maniero, il cantore della sua storia.